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Miracolo di San Leopoldo a Loreto
A Loreto si grida già al miracolo di San Leopoldo. A dare l’annuncio stamattina lo stesso Arcivescovo delegato pontificio di Loreto e della basilica di Sant’Antonio da ... leggi tutto
 
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Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano

18
FEB
2014
archiviato in vaticano

Ma quanto belle non sono state le parole di

Papa

Francesco

all’

udienza

speciale con i fidanzati di tutto il mondo, nel giorno di San Valentino?

Oltre 25 mila i partecipanti, provenienti da una trentina di Paesi. Dopo una mattinata di canti, testimonianze, poesie e riflessioni, e dopo questo tweet lanciato dal Pontefice poco prima dell’incontro: “Giovani, non abbiate paura di sposarvi: uniti in un matrimonio fedele e fecondo, sarete felici” –

Papa

Francesco

ha salutato le coppie presenti e ha risposto alle domande sul valore del matrimonio poste da tre di loro.

Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”. È un suggerimento per la preghiera quello che

Papa

Francesco

ha voluto dare ai fidanzati di tutto il mondo, ispirandosi al Padre Nostro. Ha chiesto di ripeterlo più volte in Piazza. Rispondendo alle domande di tre coppie, il Pontefice ha fatto un quadro della società contemporanea: “Tante persone – ha detto – hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita, sembra impossibile”. “Oggi – ha aggiunto – tutto cambia rapidamente, niente dura a lungo”. Eppure, ha spiegato il

Papa

nel suo primo incontro ufficiale coi fidanzati, l’

amore

è una relazione, “è una realtà che cresce, che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli: costruire – ha proseguito – qui significa favorire e aiutare la crescita”

“Cari fidanzati, voi vi state preparando a crescere insieme, a costruire questa casa, per vivere insieme per sempre. Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’

amore

che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Ma tutti insieme: affetto, aiuto, speranza, sostegno! Come l’

amore

di Dio è stabile e per sempre, così anche l’

amore

che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre. Per favore non dobbiamo lasciarci vincere dalla “cultura del provvisorio”! Questa cultura che oggi ci invade tutti, questa cultura del provvisorio. Questo non va!".

Di fronte alla “paura del ‘per sempre’”, la “cura” giorno per giorno è quella di affidarsi “al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede”. Perché, ha spiegato il

Papa

, il “per sempre” non è solo una questione di durata: “Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità. Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani”.

Rifacendosi al miracolo delle nozze di Cana, il Santo Padre ha ricordato ai fidanzati che “il Signore può moltiplicare” il loro

amore

e donarlo “fresco e buono ogni giorno” perché “ne ha una riserva infinita”, “lo rinnova”, “lo rafforza” e “lo rende ancora più grande quando la famiglia cresce con i figli”. In questo cammino, vanno osservate “delle regole”, già ricordate dal

Papa

incontrando le

famiglie

: permesso, grazie, scusa. “Permesso” è una “richiesta gentile”: “Chiedere permesso significa saper entrare con cortesia nella vita degli altri. Ma sentite bene questo: saper entrare con cortesia nella vita degli altri non è facile! Non è facile! A volte invece si usano maniere un po’ pesanti, come certi scarponi da montagna! L’

amore

vero non si impone con durezza e aggressività”.

D’altra parte, ha riflettuto il Santo Padre, “nelle nostre

famiglie

, nel nostro mondo, spesso violento e arrogante, c’è bisogno di molta più cortesia”. Poi, ha parlato della gratitudine, altro “sentimento importante”: “Nella vostra relazione, e domani nella vita matrimoniale, è importante tenere viva la coscienza che l’altra persona è un dono di Dio e ai doni di Dio si dice: ’Grazie!’. Ai doni di Dio si dice: Grazie! E in questo atteggiamento interiore dirsi grazie a vicenda, per ogni cosa”.

Quindi, un esame di coscienza, perché “nella vita facciamo tanti errori, tanti sbagli”: l’uomo è portato “ad accusare l’altro e a giustificare se stesso”, è “un istinto che sta all’origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e – ha aggiunto

Papa

Francesco

– a chiedere scusa”; mai finire la giornata “senza fare la pace”: “Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Non parliamo della suocera perfetta! Esistiamo noi, peccatori. Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono, senza che la pace torni nella nostra casa, nella nostra famiglia”.

Quindi, una riflessione sulla festa per le nozze: l’invito del

Papa

è stato quello a fare in modo “che sia una vera festa, una festa cristiana, non una festa mondana”, perché ciò che rende “pieno e profondamente vero” il matrimonio è “la presenza del Signore che si rivela e dona la sua grazia”. È “Lui il segreto della gioia piena, quella che scalda il cuore veramente”: “E’ bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori... Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro

amore

”.

Infine, un pensiero per questi giovani che hanno frequentato o stanno ancora vivendo i percorsi di preparazione al matrimonio, in vista delle nozze nei prossimi mesi: una riflessione sul matrimonio, come “lavoro di tutti i giorni”, “lavoro artigianale”, per “crescere anche in umanità, come uomo e come donna”: “Arrivare a questo, arrivare a questo: farci crescere insieme, l’uno all’altro. E i figli avranno questa eredità di aver avuto un papà e una mamma che sono cresciuti insieme, facendosi - l’uno all’altro - più uomo e più donna!".



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