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Miracolo di San Leopoldo a Loreto
A Loreto si grida già al miracolo di San Leopoldo. A dare l’annuncio stamattina lo stesso Arcivescovo delegato pontificio di Loreto e della basilica di Sant’Antonio da ... leggi tutto
 
il blog di Guarda Con Me

Udienza generale: il perdono rende società meno cattiva

4
NOV
2015
archiviato in attualità

All’

udienza

generale di oggi in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha esordito definendo “un evento di grazia” l’Assemblea del Sinodo dei Vescovi, conclusa da poco, che ha riflettuto a fondo sulla vocazione e la missione della

famiglia

nella vita della Chiesa e della società contemporanea.

Devo meditare sulle conclusioni del Sinodo sulla

famiglia


“Al termine – ha detto - i Padri sinodali mi hanno consegnato il testo delle loro conclusioni. Ho voluto che questo testo fosse pubblicato, perché tutti fossero partecipi del lavoro che ci ha visti impegnati assieme per due anni. Non è questo il momento di esaminare tali conclusioni, sulle quali devo io stesso meditare”. “Nel frattempo, però – ha aggiunto - la vita non si ferma, in particolare la vita delle famiglie non si ferma! Voi, care famiglie, siete sempre in cammino. E continuamente scrivete già nelle pagine della vita concreta la bellezza del Vangelo della

famiglia

. In un mondo che a volte diventa arido di vita e di amore, voi ogni giorno parlate del grande dono che sono il matrimonio e la

famiglia

”.

La

famiglia

è grande palestra di allenamento al

perdono

reciproco
“Oggi – ha sottolineato - vorrei sottolineare questo aspetto: che la

famiglia

è una grande palestra di allenamento al dono e al

perdono

reciproco – e ha ripetuto - la

famiglia

è una grande palestra di allenamento al dono e al

perdono

reciproco, senza il quale nessun amore può durare a lungo; senza donarsi e senza perdonarsi l’amore non rimane, non dura. Nella preghiera che Lui stesso ci ha insegnato – cioè il Padre Nostro – Gesù ci fa chiedere al Padre: «Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». E alla fine commenta: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe,  il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» (Mt 6,12.14-15). Non si può vivere senza perdonarsi, o almeno non si può vivere bene, specialmente in

famiglia

".

Non lasciar finire la giornata senza chiedersi scusa
"Ogni giorno ci facciamo dei torti l’uno con l’altro. Dobbiamo mettere in conto questi sbagli, dovuti alla nostra fragilità e al nostro egoismo. Quello che però ci viene chiesto è di guarire subito le ferite che ci facciamo, di ritessere immediatamente i fili che rompiamo nella

famiglia

. Se aspettiamo troppo, tutto diventa più difficile. E c’è un segreto semplice per guarire le ferite e per sciogliere le accuse. E’ questo: non lasciar finire la giornata senza chiedersi scusa, senza fare la pace tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle… tra nuora e suocera! Se impariamo a chiederci subito scusa e a donarci il reciproco

perdono

, guariscono le ferite, il matrimonio si irrobustisce, e la

famiglia

diventa una casa sempre più solida, che resiste alle scosse delle nostre piccole e grandi cattiverie. E per questo non è necessario farsi un grande discorso, ma è sufficiente una carezza. Una carezza, ed è finito tutto e si rincomincia. Ma non finire la giornata in guerra! Capito?

Perdonarsi in una società a volte spietata
“Se impariamo a vivere così in

famiglia

, lo facciamo anche fuori, dovunque ci troviamo. E’ facile essere scettici su questo. Molti – anche tra i cristiani – pensano che sia un’esagerazione. Si dice: sì, sono belle parole, ma è impossibile metterle in pratica. Ma grazie a Dio non è così. Infatti è proprio ricevendo il

perdono

da Dio che, a nostra volta, siamo capaci di

perdono

verso gli altri. Per questo Gesù ci fa ripetere queste parole ogni volta che recitiamo la preghiera del Padre Nostro, cioè ogni giorno. Ed è indispensabile che, in una società a volte spietata, vi siano luoghi, come la

famiglia

, dove imparare a perdonarsi gli uni gli altri”.

Il

perdono

rende la società meno cattiva e crudele
“Il Sinodo ha ravvivato la nostra speranza anche su questo: fa parte della vocazione e della missione della

famiglia

la capacità di perdonare e di perdonarsi. La pratica del

perdono

non solo salva le famiglie dalla divisione, ma le rende capaci di aiutare la società ad essere meno cattiva e meno crudele. Sì, ogni gesto di

perdono

ripara la casa dalle crepe e rinsalda le sue mura. La Chiesa, care famiglie, vi sta sempre accanto per aiutarvi a costruire la vostra casa sulla roccia di cui ha parlato Gesù. E non dimentichiamo queste parole che precedono immediatamente la parabola della casa: «Non chiunque mi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre». E aggiunge: «Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti» (cfr Mt 7,21-23). E’ una parola forte, non c’è dubbio, che ha lo scopo di scuoterci e chiamarci alla conversione”.

Forza rinnovatrice del

perdono


“Vi assicuro, care famiglie, che se sarete capaci di camminare sempre più decisamente sulla via delle Beatitudini, imparando e insegnando a perdonarvi reciprocamente, in tutta la grande

famiglia

della Chiesa crescerà la capacità di rendere testimonianza alla forza rinnovatrice del

perdono

di Dio. Diversamente, faremo prediche anche bellissime, e magari scacceremo anche qualche diavolo, ma alla fine il Signore non ci riconoscerà come i suoi discepoli, perché non abbiamo avuto la capacità di perdonare e di farci perdonare dagli altri!”.

Giubileo Misericordia: famiglie riscoprano tesoro del

perdono

reciproco
“Davvero le famiglie cristiane possono fare molto per la società di oggi, e anche per la Chiesa. Per questo desidero che nel Giubileo della Misericordia le famiglie riscoprano il tesoro del

perdono

reciproco. Preghiamo perché le famiglie siano sempre più capaci di vivere e di costruire strade concrete di riconciliazione, dove nessuno si senta abbandonato al peso dei suoi debiti. E con questa intenzione, diciamo insieme: ‘Padre nostro, rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori’. Diciamolo insieme: ‘Padre nostro, rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori’. Grazie!”.


Fonte: www.news.va/it/...
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