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Ottobre mese del rosario e mese missionario

29
SET
2015
archiviato in spiritualità

“La corona del

rosario

sia sempre nelle vostre mani, come segno per satana che appartenete a me”: questo è l’accorato invito che la Regina della Pace ci fa a

Medjugorje

il 25 febbraio 1988.

Il mese di ottobre, oltre ad essere dedicato al Santo Rosario, è anche mese missionario. La Chiesa è missionaria per sua essenza e Maria, Madre della Chiesa, nelle sue numerose apparizioni ci esorta alla preghiera del Rosario perché “La dimensione missionaria, appartiene alla natura stessa della Chiesa” (cfr Messaggio Giornata Missionaria 2015, Papa Francesco).

Nostra Signora conclude il messaggio della sua prima apparizione a Fatima del 13 maggio 1917 dicendo: “Recitate il Rosario tutti i giorni, per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra.” E’ importante ricordare ed evidenziare questa ricorrenza di Fatima poiché la Regina della Pace in un suo messaggio il 25 agosto 1991, dice fra l’altro: “Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. (…) Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, perché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. (…) Perciò, preghiamo perché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente.”

Il primo giorno del mese di ottobre la Chiesa fa memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. Quest’anno, inoltre, ricorre il cinquantesimo anniversario del Decreto conciliare Ad Gentes: un invito a rileggere e meditare questo documento che suscitò un forte slancio missionario negli istituti di vita consacrata. Nelle comunità contemplative riprese luce ed eloquenza la figura di santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni, quale ispiratrice dell’intimo legame della vita contemplativa con la missione (Cfr. Messaggio Giornata Missionaria 201,5 Papa Francesco).

La Missione della Chiesa è quella di portare il Vangelo a chi, come dice la Regina della Pace, non conosce ancora l’Amore di Dio. Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria 2015 afferma infatti “E’ urgente riproporre l’ideale della missione nel suo centro: Gesù Cristo, e nella sua esigenza: il dono totale di sé all’annuncio del Vangelo. Non vi possono essere compromessi su questo: chi, con la grazia di Dio, accoglie la missione, è chiamato a vivere di missione”.

Nella Chiesa del Silenzio di ieri e in quella perseguitata di oggi, sono molti gli esempi e le testimonianze che dimostrano la forza e la potente azione del

rosario

. Una catechista, Genowefa Pszonak, della parrocchia di Mostyska, negli anni '50, per aver insegnato ai bambini la catechesi e le preghiere, fu condannata a due anni di lavori forzati. Oggi la sua tenacia e la sua fedeltà a Cristo sono un esempio per tutti. Nella parrocchia di Chargorod, nel 1961, le autorità decisero di chiudere una chiesa. I fedeli, per tre giorni e per tre notti, restarono in piedi attorno alla chiesa per non consegnarne la chiave. Nel frattempo recitavano il

rosario

. Alla fine la chiesa fu circondata dalla milizia. Un uomo anziano, con i capelli bianchi, veterano di guerra, Petro Yaynetskyj, uscì dalla folla. Aveva in mano il

rosario

. Si rivolse al capo: «Figlio mio, ho passato tutta la guerra e sono sopravvissuto. Ebbene, se vuoi, spara!». La milizia si ritirò.

Fatti simili sono numerosi, i testimoni se li ricordano. Tuttavia vi sono tanti altri atti di eroismo come quelli dei cattolici dell'Ucraina ancora sconosciuti. Scrivendo queste righe, all'improvviso mi sono reso conto di una verità: non posso immaginare mia madre senza il

rosario

tra le mani, non posso immaginarmi i fedeli di quell'epoca tanto difficile del XX secolo senza

rosario

, quei fedeli che percorrevano decine di chilometri per essere presenti, almeno per un'ora, alla Santa liturgia. Non posso immaginarli senza

rosario

. Per meglio dire, non posso immaginarmi la rinascita della nostra Chiesa in Ucraina senza

rosario

. Noi abbiamo salutato in Ucraina il Santo Padre Giovanni Paolo II nel giugno 2001! Ci inchiniamo profondamente, colmi del più grande rispetto, dinanzi ai nostri padri, dinanzi alla loro fede eroica in Dio nostro Signore e nella Santa Chiesa e capiamo che una delle più solide pietre angolari nelle fondamenta della loro fede è stata una semplice e modesta preghiera a Dio Onnipotente, una preghiera alla Santissima Vergine: il Rosario. (Markijan Trofimiak, Vescovo di Lutsk - da L'Osservatore Romano, 26-04-2003).

Rammento con tanta nostalgia le parole del mio santo Parroco Don Augusto Bertazzoni, divenuto Vescovo di Potenza: “Bella tradizione quella di mettere la corona del

rosario

e il Crocifisso nelle mani dei nostri defunti. Ma quale ironia della sorte sarebbe se, quelle bocche, in vita, non avessero mai pregato il Santo Rosario e se quelle labbra non avessero mai baciato il Crocifisso”. Ogni corona del

rosario

inizia e termina con il Crocifisso, proprio a dimostrazione che il Santo Rosario è preghiera cristocentrica. Padre Jozo, parroco di

Medjugorje

, scelto da Maria nel periodo delle sue prime apparizioni dice: «Il Rosario è la lampada. Ogni Ave o Maria è una nuova goccia di olio che cade e riempie la nostra lampada e la nostra vita. La

Madonna

ha iniziato, sulla montagna, a pregare il

rosario

con i bambini. Loro sono venuti da me: "Padre, dacci un

rosario

perché la

Madonna

vuole che lo preghiamo". Io ho dato un

rosario

ad ognuno dei bambini. Da quel giorno in poi, ho sempre distribuito un

rosario

benedetto a tutti i pellegrini che sono venuti nella mia parrocchia.»

Cara amica e amico che stai leggendo questa riflessione, non importa dove ti trovi in questo momento. Non importa se sei una donna fra le mura di casa, oppure se sei infermo in un letto; se stai viaggiando in metropolitana o in aereo; se sei durante la pausa di lavoro, oppure se stai aspettando tuo/a figlio/a che tarda a rincasare dalla discoteca.E tu ragazzina, forse in questo momento sei seduta in riva al mare, dietro una barca rovesciata sulla spiaggia, mentre il sole si intinge sanguigno nel profondo, là in fondo; te ne stai con le ginocchia accovacciate nella maglietta bianca, le mani sprofondate nella sabbia, mentre ascolti la musica del vento, a sognare il tuo domani. Adesso, così dove sei e come sei, insieme saliamo sul Podbrdo e preghiamo il S. Rosario.

Non importa se non sei a

Medjugorje

. Se ci sei già stato ti sarà più facile ricordare e rivivere i momenti in cui i tuoi piedi si posavano su quei sassi ormai levigati, infossati in un sentiero da tempo sventrato. Allora forse non te la sentivi di salire dove appare la Madonnina; ti sembrava di non farcela perché avevi le gambe gonfie o la schiena a pezzi, oppure temevi di intralciare gli altri perché la vista ti sta abbandonando. Ma poi, non è stato così. Ti sentivi una piuma, non hai sentito alcun dolore e ci vedevi come non avevi visto mai. Non era un’illusione: era l’amore di Maria. C’era una ragazzina che ti prendeva per mano e ti faceva sentire giovane come lei. Era quella ragazzina dalla maglietta bianca, accovacciata in riva al mare che ascoltava la musica del vento mentre sognava questo momento, mentre sognava di tenderti la mano.

Se non sei mai stato a

Medjugorje

, non ti preoccupare. Pensa solo ad un’ immagine della

Madonna

, a quella che ti è più cara. Pensa a quando la tua mamma ti portava in braccio ogni anno a maggio, nel vicino santuario, da quella Madonnina perché tu le “lanciassi” un bacio. Pensa a quel bel volto di Maria con Gesù che le accarezza il viso, racchiusa nella piccola edicola del paese della tua infanzia. Ricordi ancora com’era diroccata, ma come fosse rimasta miracolosamente in piedi dopo un bombardamento in tempo di guerra. Là davanti a quella immagine, ti fermavi ogni mattina prima di andare a scuola e in primavera le portavi una rosa avvolta in un foglio di giornale stropicciato. Rinnova, con il cuore, questo gesto innocente e semplice: saliamo sul Podbrdo e, con il cuore, preghiamo il Rosari.

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